Psicologia dello sport


 

IL SELF TALK

 

Diversi studiosi nel campo della psicologia dello sport concordano nel sostenere che quando la nostra  mente si annoia o il nostro corpo è fermo, o entrambi, mente e corpo , la testa non si ferma e produce tantissimi pensieri. Questo personale modo di parlarsi viene  definito SELF TALK.

Normalmente la maggior parte delle persone passa una gran quantità di tempo a parlare a se stesso e spesso non  è consapevole di questo dialogo interno del tutto personale

 

I pensieri sono in grado di influenzare direttamente le sensazioni, le azioni e il personale modo di concepire  e vedere il mondo.

Pensieri adeguati producono sentimenti di appropriatezza, infondono fiducia e permettono di raggiungere risultati efficaci.

Pensieri negativi, al contrario, determinano sfiducia, inadeguatezza, sentimenti di avvilimento e portano a prestazioni poco soddisfacenti.

 

Quasi tutti gli atleti sperimentano ogni tanto dubbi sulle capacità personali, tensione e scarsa fiducia in sé, ma se questi sono costanti agiscono negativamente sulla prestazione e  ne ledono l’autostima. Il potenziale personale ne risulta danneggiato e così pure le prestazioni.

 

Ora il compito è quello di rendere consapevole il Self Talk personale, trasformando le convinzioni, le credenze e quindi i pensieri da negativi  e permanenti  in pensieri  temporanei, costruttivi e positivi che permettano di mantenere un livello di energia costante e di supporto per la prestazione .


PERFORMANCE PROFILE

(Richard J.Butler, 1998)


Il profilo di prestazione è nato come metodo per incrementare la consapevolezza sia dell’allenatore sia dell’atleta nel riconoscere i punti di forza e le aree di miglioramento dell’atleta.

L’impiego del performance profile si dimostra utile quando:

  • È un invito a considerare il punto di vista dell’atleta, incoraggiando la condivisione di informazioni e bisogni;
  • Definisce ciò che l’atleta considera importante per poter gareggiare al meglio, aumentandone così la CONSAPEVOLEZZA;
  • Incoraggia allenatori e preparatori atletici a venire incontro ai bisogni dell’atleta.

Benefici:

  • Rappresenta visivamente la valutazione dell’atleta;
  • Impegna l’atleta nella definizione delle qualità necessarie per raggiungere livelli di prestazione elevati e stabili;
  • Il punto di vista dell’atleta può essere messo a confronto con quello dell’allenatore;
  • Definisce su quali aree è più importante lavorare;
  • Consente di monitorare i progressi;
  • Fornisce uno strumento per analizzare la prestazione dopo la gara.

 

Il profilo di prestazione è uno strumento flessibile. I suoi impieghi possono riguardare:


1.     la valutazione della discrepanza fra allenatore e atleta;

2.     una valutazione dell’ideale dell’atleta e la distanza dal suo livello attuale;

3.     il monitoraggio dei progressi